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Carlo Monguzzi: “Tornerò a insegnare matematica”

Non ricandidato dal 'PD', dopo 4 mandati, tornerà alla sua professione restando attivo nella vita politica

17/02/2010 - 10:40

Carlo Monguzzi è probabilmente il "volto" dell’Opposizione in Consiglio regionale che i cittadini più conoscono e apprezzano, per la sua lunga militanza e, perché no, per la forte visibilità come opinion maker sui temi più caldi della politica locale. Eppure il 'PD' non gli ha concesso, unico "caso" a livello nazionale, la "deroga" per un 5° mandato in Regione.

“Il motivo tecnico in sé è abbastanza condivisibile: nello statuto del Partito Democratico dopo 2 legislature non si può essere ricandidati. Io ho fatto 4 mandati in Regione. Dove c’è il voto di preferenza. Il cittadino sceglie il proprio candidato. La cosa che a me fa piacere è che ogni volta ho aumentato i miei consensi, sulla base non di lobby, ma del semplice voto d’opinione. Le cose di cui mi occupo sono molto semplici”.

Monguzzi continua così a fare serenamente il suo lavoro. Non ha "sgomitato" per ottenere la ricandidatura. Continua a occuparsi dei problemi della gente: la maniera più "vicina" al cittadino di fare politica attiva.

“C’è una bambina di 7 anni eritrea che ha un grave problema di ipertensione” - spiega -"l’hanno mandata in un ospedale in Uganda. Stiamo cercando attraverso varie strade di farla venire in Italia per poterla curare qui”.

È un terreno d’azione in cui spesso si scavalcano gli steccati tra Opposizione e Maggioranza. È lo stesso Monguzzi a spiegare che spesso queste situazioni si "sbloccano" proprio per uno sforzo congiunto dalle 2 parti.

Ma torniamo alla "questione" della candidatura. “Il principio è giusto, ma ha un limite: che si può passare da un’istituzione all’altra, restando sempre 'nuovi'. E poi la regola va rispettata per me. Io sono l’unico in tutta Italia nel 'PD' a non avere avuto una deroga da parte del partito. Forse è una cosa da scrivere nel curriculum. Di certo fa assomigliare quella che vorrebbe essere una regola ferrea a una barzelletta.”

Esistono anche motivazioni di altro genere, oltre a questa spiegazione “tecnica”?

"Le motivazioni vere dovrebbe chiederle al mio partito."

Divergenze d’opinione con la dirigenza?


"Fare l’opposizione può essere difficile e frustrante. Bisogna operare in modo intelligente e costruttivo. Se Formigoni fa una cosa buona, bisogna dirlo. Ma quando non fa cose buone, occorre sottolinearlo in maniera dura. Il 'PD' probabilmente ha un concetto d’opposizione un po’ più 'morbido'. È un problema di ruvidità e incisività. E poi i posti di consigliere sono quelli: io ho abbastanza consenso, e dunque toglierei il posto ad altri."

La dirotteranno su altri incarichi?

"La battaglia contro Formigoni è molto ardua. E se un combattente si impegna strenuamente, non è che arriva un generale e lo mette in sartoria. Mi han detto: 'Ti valorizziamo da qualche altra parte'. Io sono un combattente e in sartoria non so come me la caverei."

E allora cosa farà?

"Torno a fare l’insegnante di matematica. L’insegnamento mi è sempre piaciuto, ma quando si entra in Parlamento o in Consiglio regionale bisogna abbandonare il 'posto'. È giusto dal punto di vista dei 2 stipendi ma secondo me è sbagliato perché il lavoro permetterebbe di mantenere il contatto con la società. Dopo 12 anni di precariato, avevo appena vinto la cattedra, quando sono stato eletto in Regione. Dunque ora portò finalmente provare il piacere di essere insegnante di ruolo… e poi farò il militante. Certo, stando dentro all’istituzione il 'vantaggio' è l’enorme flusso di informazioni di cui si entra in possesso. E hai la possibilità di discutere direttamente le leggi. Sono 2 modi diversi di fare opposizione."

Faccio l’avvocato del diavolo: qualcuno nel 'PD' è geloso della sua visibilità?

"La gelosia tra le caratteristiche dell’animo umano è una delle più diffuse… è possibile che ci sia stato anche questo problema. Personalmente credo però che sia importante distinguere, nella realtà del Partito Democratico di oggi, il 'corpo' del partito, che è fatto di persone entusiaste, dinamiche, propositive, e il 'gruppo dirigente', che è francamente più bloccato. Io vengo da una cultura marxista, anche se antica: sempre le masse popolari sono più avanti del gruppo dirigente."

Per quale mozione ha votato alle primarie del 'PD'?

"Ho votato Franceschini, ma per una questione emotiva e di affetto: gli ambientalisti si erano orientati per quella scelta. Ma non mi ritengo di nessuna delle 3 mozioni. E credo che forse anche questo fatto abbia pesato nella ricandidatura: forse schierandomi avrei avuto più possibilità. In ogni caso, il problema del 'PD' oggi è amalgamare non più 2 aree, quella DS e quella della Margherita, quanto mettere assieme 3 componenti diverse: credo che sia una delle cose più difficili."

Quali sono le emergenze che dovrà affrontare il nuovo Presidente della Regione?

"La prima questione è l’aria. Adesso è di moda dire che l’inquinamento è meno pericoloso. C’è stato sì un miglioramento negli ultimi 30 anni. Ma non è abbastanza. I medici continuano a riconoscere che le misure in tal senso non sono sufficienti. L’altra questione è quella del 'consumo di suolo'. Ogni giorno vengono sacrificati 12 ettari di suolo libero, spesso cementificato per cose inutili. Formigoni ama ripetere che nessuna regione ha fatto tanto quanto la Lombardia contro l’inquinamento… Formigoni ha fatto delle cose. All’inizio era stato più dinamico. Poi forse l’ambiente è diventato meno di moda. Oggi mancano i controlli, e molte misure così vengono vanificate. Ci si affida ai comportamenti virtuosi dei cittadini, che però spesso si servono di mezzi inquinanti per lavorare, e non possono in tal senso fare a meno di farlo. Ci si concentra molto sull’inquinamento determinato dalla mobilità, e pochi parlano di ridurre le emissioni legate al riscaldamento."

Da questo punto di vista è possibile fare qualcosa?

"Si può. Mi baso sui dati dell’Arpa, che magari è di orientamento 'formigoniano' ma è fatta di tecnici competenti. Il contributo del riscaldamento a livello di fattori d’inquinamento è di circa il 20%. L’olio combustibile è stato vietato. Quello che crea ancora problemi è il gasolio, che è da 6 a 10 volte più inquinante del metano. Bisogna dunque dare incentivi per cambiare le caldaie, introducendo i modelli a condensazione, che sfruttano sia il calore del gas che il recupero della condensa del vapore, emettono molti meno inquinanti e hanno un rendimento molto maggiore. Il che vuol dire meno spesa per i cittadini."

Il risparmio energetico può diventare risparmio tout court?

"Una cosa che i cittadini non sanno è che la casa di classe energetica A, e cioè quella che i doppi vetri, gli infissi fatti bene, la coibentazione, la soletta anti dispersione del calore, arriva sino all’80% di risparmio del riscaldamento. Possiamo arrivare a spendere 3 euro a metro quadro l’anno di riscaldamento. Che per una casa di 80 metri quadri vuol dire 240 euro. Sarebbe dunque un enorme vantaggio per i cittadini, a fronte certo di un investimento, che però genera una movimentazione di lavoro formidabile per artigiani, elettricisti, muratori, falegnami, idraulici: proprio il tessuto che è in crisi in Lombadia. Certo, fare una bella centrale elettrica fa molto più scena…"

Perché si danno incentivi per l’installazione dei pannelli solari e ci si è dimenticati del metano?

"C’è una questione d’immagine. La Regione dà i finanziamenti per i pannelli solari, e dunque è virtuosa. Le energie rinnovabili rappresentano un pezzo del problema, ma da sole non bastano. In questi giorni, a questo proposito, abbiamo approvato un nuovo regolamento in merito alle sonde geotermiche, che sono una cosa utilissima, perché sfruttano il calore del sottosuolo. Si mandano delle sonde a una profondità sufficiente perché il terreno abbia una temperatura di 10-12 gradi. Poi, per mezzo di pompe che comprimono l’acqua riscaldata dalle sonde, si arriva facilmente alle temperature necessarie per il riscaldamento domestico e per l’acqua sanitaria. Certo, le pompe sono elettriche o a gasolio, ma comunque l’inquinamento è 1/4 rispetto ai sistemi tradizionali. Il Pirellone, ad esempio, funziona con pompe di calore, e l’Ikea nuova di San Giuliano con sonde geotermiche integrate a pompe di calore. La cosa più utile di tutte sarebbe integrare questo sistema con i pannelli solari, che possono alimentare le pompe. Teniamo conto che le nuove centrali nucleari costano 8,3 milioni di euro. Invece che investire nelle centrali, si può puntare su queste forme alternative. La scelta è ancor prima economica che ideologica e ambientale. Passiamo all’altra emergenza, la cementificazione. Le poche aree vuote rimaste sono state tutte riempite, i grattacieli indubbiamente sono belli. Il problema è che poi in questi grattacieli ci va a vivere la gente. E la densità della popolazione cresce ulteriormente. La città ha dimostrato di non aver più capacità di assorbimento, e va spesso al collasso."

Che ne pensa della nuova sede della Regione? Era davvero necessaria?

"La nuova sede della Regione è ultra-necessaria, se vista però dal punto di vista della psicologia individuale. Formigoni si è 'inventato' questa sede che è la più 'alta' d’Italia. Lì c’era un bosco. E per riunire tutti gli uffici della Regione si sono spesi 400 milioni di euro. Il Presidente sostiene che c’è un risparmio di 25 milioni di euro l’anno in affitti. Ma non è vero, i milioni sono 13. Per arrivare a 400 sono tanti… Si tratta di una celebrazione del narcisismo di Formigoni. Punto e basta. Questo lo sanno tutti, solo che qualcuno si ostina a difenderlo. Io no. Sono 400 milioni di soldi pubblici freschi, dei cittadini, letteralmente buttati. Un’autentica vergogna, se si considera poi che la festa d’inaugurazione da sola è costata 1,1 milioni di euro: 2 miliardi delle vecchie lire. Certo ci sono anche gli interessi dei costruttori, e in tal senso il 'cerchio' è sempre quello."

Qual è il livello di consapevolezza del cittadino di questi sprechi?

"È molto basso, perché gli strumenti d’informazione non sono più i giornali ma le televisioni. La corazzata dell’informazione, ossia il telegiornale regionale della Rai, è smaccatamente formigoniana. Il servizio pubblico non permette il contraddittorio. Strana la politica locale: non si possono fare 5 mandati all’opposizione, ma se 1 governa ininterrottamente per 4 mandati, nessuno ha qualcosa da dire… Una cosa è essere all’Opposizione e l’altra stare al Governo. Formigoni è stato abilissimo, attraverso strumenti come Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere, a creare un 'sistema di potere'. La sanità è dominata dai ciellini. Cambiare compagine di governo vuol dire per lo meno tenere fermo il criterio della meritocrazia. A me che il primario sia di 'CL' non me ne frega niente se sa fare il suo mestiere. Il problema è capire se è stato messo lì perché è il più bravo o il più abile a portare voti alla causa di Formigoni. L’alternanza è in tal senso una garanzia. Non dico che sia meglio la Lega delle Cooperative rispetto alla Compagnia delle Opere. Metto in discussione il principio: il fatto che si conceda a Formigoni la possibilità di fare un quarto mandato vuol dire sedimentare ancor più e sclerotizzare un sistema di potere."

Sono tornate le mazzette fuori da Palazzo Marino. Oppure non se n’erano mai andate?

"È stupefacente che nel 2010 uno si faccia ancora dare la mazzetta. C’è un motivo organico. La mia campagna elettorale può arrivare a costare 25.000 euro, che riesco a risparmiare dal mio stipendio. Quella di un esponente del PdL costa 1 milione di euro. Si è tentato di fissare un 'massimo' di spesa per le campagne elettorali, ma poi non ci sono controlli. Nell’emendamento al decreto 'milleproroghe' del Governo c’è addirittura il condono preventivo per chi fa affissioni abusive. Vieni perdonato ancor prima di commettere il reato, in una vera e propria celebrazione dell’impunità. In questo senso diventa molto difficile poi parlare di educazione civica: è uno degli aspetti che mi spaventa di più nell’idea di tornare a insegnare."

Senta, ma alla fine, se riesce a governare da così tanti anni, Formigoni un segreto ce l’avrà…

"Formigoni e i suoi uomini sono bravissimi nell’assistenza. Non le nego che in qualche caso disperato anche noi ci siamo rivolti a loro, perché riescono a risolvere, grazie alla rete di contatti sul territorio, molti casi che sembrano irrisolvibili. Si tratta indubbiamente del punto di forza della loro prassi politica."

Autore: Andrea Dusio
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